CONSIGLI E INFORMAZIONI UTILI PER TUTTI I PROFESSIONISTI MASSOFISIOTERAPISTI.

                          

CONSIGLI E SUGGERIMENTI A TUTTI I PROFESSIONISTI MASSOFISIOTERAPISTI

Premesso che:

  • I Coronavirus sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la Sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la Sindrome respiratoria acuta grave (SARS).
  • Il nuovo Coronavirus (ora denominato SARS-CoV-2 e già denominato 2019-nCoV) è un virus respiratorio che appartiene alla stessa famiglia di virus della Sindrome Respiratoria Acuta Grave (SARS) ma non è lo stesso virus.
  • Il Coronavirus si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con una persona malata, sebbene in casi rari, alcuni soggetti, nelle fasi prodromiche della malattia, e quindi con sintomi assenti o molto lievi, possano trasmettere il virus. 
  • Alcune persone si infettano ma non sviluppano alcun sintomo. Generalmente i sintomi sono lievi, soprattutto nei bambini e nei giovani adulti, e a inizio lento. 
  • Circa 1 su 5 persone con COVID-19 si ammala gravemente e presenta difficoltà respiratorie, richiedendo il ricovero in ambiente ospedaliero. 
  • Il numero di persone contagiate dal Covid-19 è in continuo e rapido aumento in quasi tutti i paesi dell’Europa.
  • Non esiste un trattamento specifico per la malattia. Il trattamento deve essere basato sulla sintomatologia del paziente. La terapia di supporto può essere molto efficace. Terapie specifiche sono in fase di studio. 

La F.I.MFT (Federazione Italiana Massofisioterapisti), al fine di contribuire in maniera efficace alla riduzione della diffusione della pandemia e nel rispetto delle misure precauzionali di contenimento del rischio, nel tentativo di garantire ai pazienti la continuità dell’assistenza nelle condizioni di massima sicurezza, consentendo ai Massofisioterapisti di operare con il minor rischio possibile, invita tutti i professionisti a voler seguire le indicazioni qui di seguito fornite.

NOZIONI GENERALI SUL COVID 19

SINTOMATOLOGIA

I sintomi più comuni sono: 

  • Stato febbrile 
  • Stanchezza e tosse secca 
  • Indolenzimento e dolori muscolari 
  • Congestione nasale
  • Mal di gola 
  • Diarrea

Questi sintomi sono generalmente lievi e iniziano gradualmente. Nei casi più gravi l’infezione può causare: 

  • Polmonite 
  • Sindrome respiratoria acuta grave 
  • Insufficienza renale 
  • Morte 

SOGGETTI A RISCHIO

  • Soggetti che vivono o che hanno viaggiato in aree a rischio di infezione da nuovo coronavirus oppure persone che rispondono ai criteri di contatto stretto con un caso confermato o probabile di COVID-19. 

Le aree a rischio di infezione da nuovo coronavirus sono quelle in cui è presente la trasmissione locale di SARS-CoV-2, come identificate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Queste vanno differenziate dalle aree nelle quali sono presenti solo casi importati. 

  • Le persone anziane e quelle con patologie sottostanti, quali ipertensione, problemi cardiaci o diabete e i pazienti immunodepressi (per patologia congenita o acquisita o in trattamento con farmaci immunosoppressori, trapiantati) hanno maggiori probabilità di sviluppare forme gravi di malattia. 
  • Medici e operatori sanitari poiché entrano in contatto con i pazienti più spesso di quanto non faccia la popolazione generale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda che gli operatori sanitari applichino le adeguate misure di prevenzione e controllo delle infezioni in generale e delle infezioni respiratorie. 

RACCOMANDAZIONI PER I SOGGETTI A RISCHIO

 Si raccomanda a tutti i soggetti a rischio di adottare le seguenti misure di protezione personale: 

  • restare a casa, uscire di casa solo per esigenze lavorative, motivi di salute e necessità (vedi misure di contenimento); 
  • lavarsi spesso le mani; 
  • evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute; 
  • evitare abbracci e strette di mano; 
  • mantenimento, nei contatti sociali, di una distanza interpersonale di almeno un metro; 
  • igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie); 
  • evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri; 
  • non toccare occhi, naso e bocca con le mani; 
  • coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce; 
  • non assumere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico; 
  • pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol; 
  • usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o se si presta assistenza a persone malate.  
  • Se presenti febbre, tosse o difficoltà respiratorie e sospetti di essere stato in stretto contatto con una persona affetta da malattia respiratoria Covid-19: 

N.B.

Rimani in casa, non recarti al pronto soccorso o presso gli studi medici ma chiama al telefono il tuo medico di famiglia, il tuo pediatra o la guardia medica. Oppure chiama il numero verde regionale. Utilizza i numeri di emergenza 112/118 soltanto se strettamente necessario. 

DURATA DEL PERIODO DI INCUBAZIONE

Il periodo di incubazione rappresenta il periodo di tempo che intercorre fra il contagio e lo sviluppo dei sintomi clinici. Si stima attualmente che vari fra 2 e 11 giorni, fino ad un massimo di 14 giorni. 

TEMPO DI SOPRAVVIVENZA DEL COVID 19 

Le informazioni preliminari suggeriscono che il virus possa sopravvivere alcune ore, anche se è ancora in fase di studio. L’utilizzo di semplici disinfettanti è in grado di uccidere il virus annullando la sua capacità di infettare le persone, per esempio disinfettanti contenenti alcol (etanolo) al 75% o a base di cloro all’1% (candeggina). Ricorda di disinfettare sempre gli oggetti che usi frequentemente (il tuo telefono cellulare, gli auricolari o un microfono) con un panno inumidito con prodotti a base di alcol o candeggina (tenendo conto delle indicazioni fornite dal produttore). (Fonte: ISS) 

UTILIZZO DELLE MASCHERINE

Si consiglia a tutti i professionisti di utilizzare durante i trattamenti sempre la mascherina, anche se i rapporti con i pazienti non sono ravvicinati, e di farla indossare agli stessi, per proteggere sia loro che l’operatore. 

L’uso delle mascherine deve essere sempre combinato con altre azioni di prevenzione/igiene personale e respiratoria. 

COME UTILIZZARE LA MASCHERINA MONOUSO

Poiché la superficie esterna della mascherina indossata, le mani (o i guanti) possono essere contaminati dal virus, si deve fare particolare attenzione alla manipolazione della mascherina stessa, onde evitare il rischio di reinfettare o di infettarsi”.

Prima di indossare la mascherina, lavare le mani accuratamente con acqua e sapone o con una soluzione alcolica; 

  • Coprire bocca e naso con la mascherina assicurando che sia integra e che aderisca bene al volto; 
  • Evitare di toccare le parti a contatto con le vie aeree della mascherina mentre la si indossa, qualora dovesse accadere è necessario lavare le mani accuratamente; 
  • Quando la mascherina diventa umida, sostituirla con una nuova e non riutilizzarla; 
  • togliere la mascherina prendendola dall’elastico e non toccare la parte anteriore; gettarla in un sacchetto chiuso e lavare le mani. 
  • Non è utile indossare più mascherine sovrapposte. L’uso razionale delle mascherine è importante per evitare inutili sprechi di risorse preziose. 

COME UTILIZZARE LA MASCHERINA NON MONOUSO

Il materiale da impiegare per la sanitizzazione” della mascherina deve essere costituito da una soluzione idroalcolica al 70% (alcool 70%) in erogatore spray ecologico o altro dispenser.

  • Togliere la mascherina indossata sul viso utilizzando gli elastici e cercando di evitare di toccarla nella sua parte interna;
  • Adagiare la mascherina su una superficie precedentemente pulita/sanitizzata con acqua e sapone o soluzione idroalcolica o altro disinfettante idoneo con la parte esterna verso l’alto”.
  • Lavare nuovamente le mani; 
  • Indossare un nuovo paio di guanti monouso, o, in alternativa, sanitizzare le mani con una soluzione idroalcolica al 75-85% o altro disinfettante idoneo;
  • Spruzzare uniformemente la soluzione idroalcolica al 70% su tutta la superficie compreso gli elastici. Ma senza eccedere nella bagnatura. È sufficiente che sia spruzzato uno strato uniforme sull’intera superficie. Quindi girare la mascherina e ripetere l’operazione.
  • Lasciare agire la soluzione fino a completa evaporazione in un luogo protetto (almeno 30 minuti, il tempo di asciugatura può variare in funzione delle condizioni ambientali). 
  • Dopo l’asciugatura la mascherina è sanitizzata. 
  • Evitare di contaminarla soprattutto nella parte interna.

TIPOLOGIE DI MASCHERINE

Le mascherine si dividono in DPI “Dispositivi di Protezione Individuale” e DM “Dispositivi Medici” o “mascherine Medicali”. 

I DPI in commercio, di qualunque tipo o categoria essi siano, devono presentare la marcatura CE. Nel campo della protezione delle vie respiratorie ce ne sono circa una quarantina. 

MASCHERINE CHIRURGICHE

 

 

 

 

 

Le “mascherine Medicali” (cosiddette “chirurgiche”) svolgono una differente funzione rispetto al DPI. Esse hanno come caratteristica quella di non diffondere agenti biologici pericolosi, ovvero i virus, nell’atmosfera circostante. Queste mascherine, le cui caratteristiche e performance sono diverse da quelle delle citate FFP2 o FFP3 possono, quindi, evitare che il portatore diffonda il contagio, ma non proteggono lo stesso adeguatamente dal contagio di provenienza altrui soprattutto per la scarsa aderenza al volto. «La UNI EN 14683 prevede che esse possano anche essere indossate da pazienti infetti per ridurre il rischio di propagazione di infezione in situazione di epidemia o di pandemia. Dopo l’utilizzo tali mascherine, essendo oggetti potenzialmente contaminati, esse devono essere immediatamente smaltite evitando di porre le stesse a contatto con altre parti del corpo che potrebbero divenire così anch’esse contaminate.

MASCHERINE FFP1

FFP1

Le FFP1 con il 78% di efficienza sono insufficienti per proteggere dal virus e sono anche chiamate “antipolvere”. 

MASCHERINE FFP2 e FFP3

FFP2FFP3

Nel caso specifico, il tipo di maschere filtranti richieste per evitare il contagio da Coronavirus (classificato come “rischio biologico”), sono regolate dalla norma europea UNI EN 149. Tale norma, a seconda dell’efficienza filtrante, classifica le maschere in FFP1, FFP2, FFP3, dove FF significa Semimaschera Filtrante. Le mascherine consigliate (a chi si deve proteggere dal virus, quindi medici e persone a contatto con malati) sono di classe FFP2 o, meglio, FFP3 che hanno una efficienza filtrante del 92% e 98% rispettivamente. Queste mascherine sono “sprecate” se utilizzate dalla persona infetta. 

Sono efficaci solo se indossate con precisa procedura, proprio per questo non sono consigliate ai bambini o persone con la barba od occhiali, a causa “dell’impossibilità di un perfetto adattamento ai contorni del viso. 

MASCHERINE CON VALVOLE

Esistono anche mascherine monouso con i cosiddetti “filtri”, erroneamente chiamati così perché sono in realtà valvole che permettono una più confortevole respirazione e riducono il riscaldamento dovuto al calore del fiato. Ma attenzione: non vanno bene per i malati perché le valvole “buttano fuori” il virus, mentre proteggono in entrata.

 MASCHERINE P2 e P3

Esistono infine anche maschere in elastomeri o tecnopolimeri dotate di filtro sostituibile P2 o P3 regolamentate dalla UNI EN 140 (Semimaschere e quarti di maschera) e UNI EN 143 (filtri antipolvere). L’efficienza filtrante di questi dispositivi è analoga a quelli delle FFP2 e FFP3, con il vantaggio di una migliore tenuta sul viso ma con un maggiore disagio dovuto all’incremento del peso. 

RACCOMANDAZIONI PER CONTENERE IL CONTAGIO

MOBILITA’ PER I PROFESSIONISTI

Sono consentiti gli spostamenti per andare al lavoro o per ragioni di salute o per altre necessità quali, ad esempio, l’acquisto di beni necessari. Resta comunque la necessità di provarlo, mediante autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e locali. La veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e la non veridicità costituisce reato.
È previsto il “divieto assoluto” di uscire da casa per chi è sottoposto a quarantena o risulti positivo al virus.

È disponibile on line il nuovo modello di autodichiarazioni in caso di spostamenti che contiene una nuova voce con la quale l’interessato deve autodichiarare di non trovarsi nelle condizioni previste dall’art. 1, comma 1, lett. c) del D.P.C.M. 8 marzo 2020 che reca un divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus “COVID-19”.

Il nuovo modello prevede anche che l’operatore di polizia controfirmi l’autodichiarazione, attestando che essa viene resa in sua presenza e previa identificazione del dichiarante. In tal modo il cittadino viene esonerato dall’onere di allegare all’autodichiarazione una fotocopia del proprio documento di identità.

SCARICA MODELLO:

nuovo_modello_autodichiarazione_23.03.2020_compilabile

 

AUTONOMIA E RESPONSABILITA’ PROFESSIONALE 

Obiettivo principale deve essere la tutela e la salvaguardia della sicurezza del cittadino utente, come quanto indicato dalle Autorità competenti: Ministero della Salute, Regioni, Sindaci, Aziende Sanitarie e Ordini Professionali.

A tal proposito riportiamo le indicazioni dalla Federazione nazionale Ordini dei Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione. 

Relativamente all’epidemia Covid-19, siete invitati ad adottare e ad attenervi, ovunque, alle indicazioni governative e delle altre Istituzioni preposte.

In ambito sanitario, stante l’attuale situazione, la suddivisione tra pubblico e privato è irrilevante: ciò che è previsto per la sanità pubblica vale anche per quella privata. In quest’ultima, i diritti soggettivi, anche quelli economici, sono subordinati agli interessi di sanità pubblica.

Pertanto, prima che professionisti e/o datori di lavoro privati, i soggetti devono pensarsi per quel che sono in termini più generali: professionisti sanitari tout court e, prima ancora, cittadini e individui ai quali si riferiscono le disposizioni governative, a cui si aggiungono quelle prefettizie e regionali.

Un ulteriore metro di valutazione e decisione è l’improcrastinabilità degli interventi: se possono essere rimandati senza che la cosa determini un significativo detrimento per la salute, vanno rimandati“.

Qualora il trattamento risultasse improcrastinabile, comunicare al paziente che occorrerà adottare e potenziare tutte le misure di igiene secondo le indicazioni fornite dal Ministero della Salute.

È fatto obbligo al MASSOFISIOTERAPISTA, in quanto professionista sanitario, di attenersi alle indicazioni sulle principali procedure di igiene per gli operatori e gli utenti, sulla sanitizzazione degli oggetti e degli ambienti, sulle misure di distanziamento sociale e sull’utilizzo di DPI mediante il continuo aggiornamento avvalendosi delle sole fonti ufficiali.

A tal scopo invitiamo tutti i Massofisioterapisti a consultare frequentemente i siti elencati qui di seguito:

http://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/dettaglioAtto?id=73643

http://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus

http://www.mef.gov.it/inevidenza/Proteggere-la-salute-sostenere-leconomia-e-salvaguardare-il-lavoro/

http://www.mit.gov.it/comunicazione/news/nuovo-coronavirus-le-norme-di-comportamento-da-seguire

http://www.tsrm.org/

DECRETO-LEGGE 17 marzo 2020, n. 18Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. (20G00034) Scarica: decreto-legge-17-marzo-2020-n-18